L’evoluzione del digitale e delle nuove tecnologie nei prossimi anni

Evoluzione digitale

Il digitale e le nuove tecnologie stanno evolvendo in maniera repentina e giocano un ruolo decisivo per le aziende e gli utenti nel rispondere all’incertezza legata alla pandemia del Covid-19. Ecco perché vi sono previsioni che riguardano il futuro prossimo dell’informatica al servizio del business, il quale aumenterà d’efficacia rispetto alla tecnologia che verrà sostituita e sarà in grado di trasformare la società.

Il prossimo decennio sarà permeato di esigenze rivoluzionarie nel settore del digitale che i Chief Information Officer (e tutto il management) dovranno saper affrontare all’interno delle aziende. La trasformazione sarà radicale e guidata da approcci non convenzionali alla tecnologia. Ecco quindi alcune delle tendenze previste per il 2021 e oltre.

Le conversazioni di lavoro si volgeranno in dati da analizzare

Nel 2020 gli incontri di lavoro virtuali (o videocall) sono divenuti la normalità e possono essere registrati digitalmente, aprendo il fronte all’uso degli strumenti di data analytics sui contenuti delle varie discussioni per garantire la conformità delle leggi e regolamenti esistenti da parte delle aziende e per prevedere le performance future. Entro il 2025 si stima che il 75% delle conversazioni e delle riunioni business saranno in modalità digitale, registrate e analizzate dando modo di scoprire sia un nuovo valore aggiunto a livello organizzativo sia potenziali rischi circa l’etica e il rispetto della privacy, con tutte le conseguenze relative alla sicurezza.

I computer neuromorfici al posto dei chip tradizionali

Sono in vista nuovi paradigmi di innovazione, come il computer neuromorfico (un computer che pensa e agisce simulando il cervello umano), destinati a diventare sempre più comuni e pervasivi proprio per superare i limiti prestazionali, economici e di sostenibilità dei processori al silicio tradizionali, che risulteranno inadeguati per fornire la necessaria potenza di calcolo ai nuovi sistemi di intelligenza artificiale, di visione artificiale e di riconoscimento vocale. Man mano che queste nuove tecnologie matureranno, diventeranno sempre più accessibili alle imprese per avviarne la sperimentazione.

La memorizzazione dei dati a base di DNA sintetico

Nel prossimo decennio, troveranno sempre più spazio tecnologie evolute per lo storage dei dati. Entro il 2024, secondo Gartner, il 30% delle aziende operanti nel settore digitale renderanno obbligatori i test di archiviazione del Dna dei propri dati, proprio perché si stanno raccogliendo più informazioni di quante l’attuale tecnologia sia in grado di conservarle in modo duraturo (al momento la maggior parte dei dati può essere memorizzata per un massimo di 30 anni) garantendone la totale integrità. Con le nuove tecnologie di storage, sarà possibile codificare i dati digitali nelle coppie a base di nucleotidi di un filamento di Dna sintetico, intrinsecamente più resistente e in grado di autoripararsi. Questo porterebbe alla longevità del dato che i meccanismi di storage tradizionali non possono raggiungere, assicurando di conseguenza una piattaforma di calcolo adeguata per le applicazioni di business di nuova generazione.

La UX virtuale crescerà vertiginosamente

Il Covid-19 ha mutato gli atteggiamenti dei consumatori rispetto a quello che possono fare senza essere fisicamente presenti o mettere a rischio la loro sicurezza. La crescente capacità degli strumenti dell’IoT, o “digital twins” (le replica digitale di un’entità, prodotto o processo fisico) e della realtà virtuale e aumentata, è destinata nei prossimi anni a migliorare ulteriormente la user experience dei consumatori. Entro il 2025 il 40% delle imprese che interagiscono con i propri clienti fisicamente raccoglieranno i frutti finanziari di questo approccio. L’intelligenza artificiale e gli strumenti di machine learning, trasformeranno completamente l’esperienza utente.

Il customer service sarà affidato a professionisti freelance

È uno dei problemi che i grandi marchi retail vorrebbero al più presto risolvere: evitare colli di bottiglia e punti di sofferenza per i clienti che chiedono assistenza pre e post-vendita. I canali ufficiali delle grandi aziende rischiano in futuro di diventare meno utilizzati da parte dei clienti tanto che, da qui al 2025, si prevede che il 75% delle attività di customer service sarà affidato a professionisti freelance. Già nel corso del 2021, secondo Gartner, si registrerà un aumento del 15% di clienti in cerca di aiuto esterno a causa dell’inefficienza dei canali ufficiali di assistenza e supporto. Il cambio di paradigma porterà le organizzazioni a ridurre i costi in alcune aree del servizio clienti e nel contempo ad affrontare il rischio legato all’eliminazione di un importante punto di contatto azienda-consumatore: per questo servirà costruire in tempi rapidi una rete di terze parti affidabili per ridurre i rischi legati al degrado della qualità del servizio clienti e della reputazione del marchio.

Riadattare gli uffici per fidelizzare il personale

L’aumento esponenziale dello smart working e la conseguente maggiore disponibilità di spazi aziendali adibiti in passato alle postazioni dei dipendenti comporterà un cambiamento radicale a livello organizzativo per far fronte all’esigenza, sensibilmente cresciuta a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, della domanda di assistenza per l’infanzia da parte dei lavoratori. All’inizio di quest’anno sono a rischio chiusura definitiva il 20% dei centri per l’infanzia privati, aprendo le porte ad una voragine di fornitori qualificati. La disponibilità di assistenza accessibile sul posto di lavoro è quindi un argomento con potenziale di sviluppo perché può aumentare la retention, l’impegno e la produttività dei propri addetti, attirare un maggior numero di candidati (talenti) e portare a un aumento del numero di donne in posizioni di leadership a lungo termine. Stando alle previsioni, entro il 2023, le grandi organizzazioni aumenteranno la fidelizzazione del personale di oltre il 20% proprio attraverso il riadattamento degli uffici.

di Anthea De Luca

Dott.ssa Anthea De Luca

Marketing and Communication Manager – Digital Content Manager